Crisi digitale, continuare a investire nella comunicazione per uscirne indenni

Crisi digitale, così parlava Marco Gay presidente di Anitec-Assinform, nel 2018:
“Investire nel digitale è l’unico modo concreto per affrontare in modo strutturale la sfida della competitività, innalzando la produttività del nostro sistema paese attraverso l’innovazione”.

Alcuni di voi ricorderanno la follia del 2008, quando la recessione globale colpì l’economia, facendo fermare tutto. Io la ricordo bene, mi ero appena affacciata in questo fantastico mondo e sognavo le promozioni nelle grandi agenzie, poi boom! Ero ancora la meno esperta, solo tre anni sulle spalle, l’ultima arrivata, inevitabilmente sacrificabile in caso di tagli. Ora sono passati dieci anni, ma lo scenario sembra essere tornato lo stesso. Ma io come sono sopravvissuta? Come ho affrontato il 2008? Mi sono rimboccata le maniche e ho approfondito le mie competenze, ho iniziato a studiare la programmazione web con la consapevolezza che specifiche abilità, mi avrebbero aperto più porte e offerto maggiori possibilità di non essere sacrificata.

In tempi di crisi si pensa che a risentirne maggiormente siano i piccoli studi, ma non è così, anzi. I piccoli studi a differenza di quelli più grandi e di successo, non hanno bisogno di effettuare tagli e possono permettersi il lusso di essere più flessibili e reattivi davanti alle richieste dei clienti.

In tempi di crisi digitale, fermarsi è la scelta più insensata

Il marketing funziona esattamente come il mercato finanziario, quando qualcuno si spaventa e si ritira, i più lungimiranti ne traggono guadagno! Ricordarsi che in comunicazione chi si ferma è sempre perduto, è buona regola. Se fino a quel momento si è lavorato bene per creare un marketing coerente, fermare tutto per paura di investire, non stoppa semplicemente il processo, lo azzera completamente. Aumenta quindi il rischio che alcuni concorrenti si spingano oltre e crescano, diventando irraggiungibili. Siete veramente sicuri quindi, di voler rimanere indietro?

Non è il momento di ridurre, ricordatevelo. È il momento migliore per andare avanti. Siate proattivi, lanciate nuove campagne, nuove idee, qualsiasi cosa per mostrare che il vostro business è aperto e pronto ad aiutare.

Small is the new big

Le grandi agenzie godono di anni di successi e probabilmente continueranno a farlo. Ma durante i periodi difficili, molti clienti potrebbero essere più propensi ad assumere studi più piccoli o esperti di nicchia: scegliere ciò di cui hanno bisogno e solo quando ne hanno bisogno.

Qui entrano in gioco le competenze specifiche! Un bravo copywriter sa che ora dovrà spingere sui contenuti e sulla SEO, un bravo illustratore dovrà puntare tutto sulle motion graphic, un fotografo o un visual designer sul montaggio video e le stories di Instagram.

Considerare un focus

È essenziale individuare le richieste di mercato e concentrarsi esclusivamente su quelle, puntare a servizi realmente utili e richiesti, che non facciano vacillare la credibilità di un’azienda e crollare il fatturato. Puntare su campagne realmente necessarie, ideare promozioni e servizi pensati su misura. La crisi spesso è solo un fattore mentale. Il marketing aiuta a soddisfare il bisogno e la richiesta. Davanti a un buon servizio, nessun cliente rinuncerà mai alla voglia di provarlo e/o acquistarlo. Siamo abituati a consumare e lo faremo anche in tempo di crisi!

Non aspettate, cogliete l’attimo

È essenziale essere rapidi, creativi e dare soluzioni immediate, insomma essere reattivi. Una riunione faccia a faccia o virtuale per costruire una collaborazione. Impostare una strategia che migliori l’attività dell’azienda. Non esiste più l’IO esiste il NOI. Un approccio e una collaborazione, che difficilmente può essere instaurata in un grande studio, dove il cliente passa da commerciale, ad account, ad Art e di nuovo in ciclo over and over. La priorità per il professionista è la stessa del cliente, non far fermare il mercato: inconsciamente siamo già una squadra!

Parliamo di soldi

Quando si tratta di soldi, bisogna offrire un intro rate, cioè bisogna e si può essere flessibili. Un investimento deve fruttare sempre nel tempo e questo consente ai piccoli studi maggiore flessibilità. Quando ci sono entrate infatti, ci sono compensi. Il cliente è spesso spaventato dalle perdite, dagli scarsi ingaggi, ecco perché è importante non lasciarlo solo a improvvisarsi. Stabilire dei compensi agevolati e impostare strategie che incrementino i guadagni. Puntare sui bisogni di mercato e spingere su quello. Abbiamo tutti bisogno di qualcosa e quel qualcosa è il nostro nuovo goal.

La paura è il nostro peggio nemico

Quando si ha paura di investire, ci si tira indietro e qualcun altro acquisterà quel bene e ne triplicherà il valore. È risaputo, in tempi di crisi i bravi investitori guadagnano alla faccia di chi, terrorizzato, fugge. Pensare di poter fare tutto da soli è sconsiderato. Se un professionista si è sempre occupato dei canali social, avere la presunzione di gestirlo da soli e ottenere gli stessi riscontri, è folle! Rimanere sul mercato e non avere un sito, oggi, è da pazzi. Ci sarà sempre una domanda e un’offerta quindi per sopravvivere: siate sempre l’offerta.

Roberta Soru
autore

Roberta Soru

Di lei si sa poco, non sappiamo quale sia il suo vero volto. Perennemente dietro un monitor o china su uno smartphone è un essere mitologico multitasking, che 100 ne pensa 1000 ne fa. Nasce come grafica, si riscopre illustratrice, finché non si imbatte nel fantastico mondo del web e dell’html, dove si specializza. Una Kalì in formato mignón pronta a trasformare tutto ciò che la circonda in tag e pixel.

Lascia un commento