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Bilderberg 2019: i Social Media come arma

Avete mai sentito parlare del gruppo Bilderberg? Probabilmente molti di voi si e altri no. Per chi non lo sapesse, il Bilderberg è un gruppo riservato di elite (130 invitati), fondato nel 1954 da David Rockfeller, che ogni anno si riunisce in una località segretissima, fino all’ultimo, per discutere di temi mondiali: dall’economia all’industria, dalla finanza ai media.

Quest’anno l’evento, giunto alla sua 67esima edizione, si terrà in Svizzera dal 30 maggio al 2 giugno. I temi di cui si parlerà sono molteplici, undici per la precisione. Dalla Brexit all’Europa, dalla Cina alla Russia, passando per i cambiamenti climatici. Probabilmente vi starete chiedendo cosa c’entri questo post con il nostro blog, c’entra, perché tra gli undici argomenti ci saranno anche i social media. Precisamente: i social media come arma.

Vi sarete sicuramente accorti (le ultime elezioni sono un esempio), che i social stanno assumendo un’importanza sempre più strategica. Prima di ora lo furono per Trump. Chi come me, ha avuto la (s)fortuna di vivere anche quella campagna, saprà sicuramente l’uso e l’abuso che ne venne fatto. Tanto che Facebook fu costretto a modificare completamente alcune sue funzioni e modalità di condivisione e privacy.

I social media come arma

I social media sono un’arma. I potenti della terra lo hanno capito, le aziende più influenti idem. Eppure in Italia ancora troppe persone e imprese, ne sottovalutano le funzioni e il meccanismo di propaganda/diffusione/visibilità.

Chi come noi lavora nel settore, sa molto bene quante “guerre” e non cibernetiche deve fare, per far capire a un cliente l’importanza di una gestione strategica e ragionata, di un mezzo così persuasivo e potente.

Un esempio di impresa che ha lucidamente e consapevolmente abbandonato per sempre i social di Zuckerberg, è Unicredit. Nell’era del social banking, una decisione non di certo banale e destinata – vedremo in futuro – a fare scuola nel mondo del business. Dietro questa scelta ci sono motivazioni etiche e di fiducia, soprattutto riguardanti lo scandalo Cambridge Analytica. Qui torniamo alla base del post: i social come arma.

I social condizionano la nostra vita, le nostre relazioni, le nostre scelte, il nostro business. Se si usano bene i profitti sono ragguardevoli, a non bastano quattro spennacchiate righe di copy, un bel visual, almeno, non bastano più. A vincere è la strategia e gli investimenti in ads. Usare un social in questo periodo storico è come possedere un’arma di distruzione di massa. Non stiamo enfatizzando, è sotto gli occhi di tutti. Ma per usare l’arma non basta un soldatino che la inneschi, serve un generale, che pianifichi la strategia che permetta di usarla.

Quello che i grandi della terra, i guru del business e del capitalismo hanno capito sui social è:

  • I social permettono di studiare, analizzare, controllare il proprio target
  • I social permettono di diffondere il proprio messaggio ovunque
  • I social permettono di manipolare, smuovere masse e coscienze

Se dopo aver letto questo post non avete provato, da utenti un po’ di terrore e da aziende un po’ di bramosia, allora i social non fanno proprio per voi e soccomberete sotto il loro potere. In caso contrario, correte ai ripari. Imparate a giocare a scacchi e Risiko e correte a pianificare la vostra strategia di guerra. Magari con l’agenzia giusta!

autore

Roberta Soru

Di lei si sa poco, non sappiamo quale sia il suo vero volto. Perennemente dietro un monitor o china su uno smartphone è un essere mitologico multitasking, che 100 ne pensa 1000 ne fa. Nasce come grafica, si riscopre illustratrice, finché non si imbatte nel fantastico mondo del web e dell’html, dove si specializza. Una Kalì in formato mignón pronta a trasformare tutto ciò che la circonda in tag e pixel.

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