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Outbound link: sì, no, forse.

Di che parliamo oggi? Parliamo di outbound link. Argomento spinoso, controverso e troppo spesso frainteso e sconsigliato persino dagli pseudo guru della SEO.

Ma andiamo con ordine. Cos’è l’outbound link? L’outbound link sono i link in uscita presenti sul nostro sito. Una volta ultimata la costruzione e una volta pubblicato, la prima cosa di cui un webmaster, il proprietario stesso o l’esperto SEO si preoccupano, è la link popularity.

Solitamente il ragionamento fatto è che inserire link esterni (outbound link), spinge l’utente ad abbandonare il sito e le nostre pagine perdono importanza, ma questo non è propriamente vero.

Molti webmaster e troppi esperti SEO, non hanno alcuna conoscenza e/o ignorano completamente, la disciplina dello user experience e non sanno analizzare lo user flow. Ma di cosa stiamo parlando? Stimo parlando del comportamento degli utenti, di come navigano e di come si interfacciano su un sito o su un’app.

L’idea generale è che vedendo un link che rimanda a qualcos’altro che non sia sul sito, l’utente clicchi e abbandoni, ma questo ragionamento non è applicabile a tutti i siti o a tutte le pagine. Ci sono infatti sezioni, dove il loro inserimento è utile, funzionale e aiuta l’utente.

Una pagina web ha il suo valore predefinito, che resta invariato a meno che non subisca specifiche penalizzazioni. Questo valore sarà ridistribuito tra le varie pagine esterne che si andranno a linkare. In parole povere: se la tua pagina ha un valore 3 e in essa hai inserito tre link esterni, ciascuno di questi tre siti prenderà un valore ridistribuito di uno (tematici dei link e trustrank).

Ovviamente è molto importante non andare a linkare siti spam, rischiando di penalizzare il sito ma l’inserimento di fonti esterne, quando lo si ritiene necessario, può essere molto utile all’utente.

Linkare i siti giusti, in tema o che abbiano a che fare con ciò di cui si sta parlando, aiuta il proprio sito e a differenza di ciò che si crede, non spingono l’utente ad abbandonare, anzi gli ricordano che poi, una volta finito di leggere un contenuto, una sezione, una pagina, hanno la possibilità di approfondire.

Qualche esempio pratico: se il vostro sito si occupa di turismo e in una pagina dedicata a una determinata zona, segnalate dove mangiare e dove dormire, l’utente avrà la possibilità di consultare, finita la lettura, le strutture che avete linkato. Molti non lo sanno, ma la maggior parte degli utenti, vedendo il nome di un hotel o di un ristorante, indicati ma non linkati, sono più propensi a googolarli nell’immediato e in quel caso si, perdete definitivamente l’utente!!

Quindi un’azione che inizialmente sembrava favorevole, vi penalizzerà inevitabilmente. Iniziate a ragionare invece che fornire un’indicazione, valorizza il vostro contenuto. Un potenziale cliente gradirà sapere, che a fine navigazione potrà consultare e ottenere informazioni su cosa consultare, grazie alla vostra intelligente distribuzione, di link esterni.

Un esempio più chiaro. Ipotizziamo che qualcuno cerchi dove dormire in X zona, una pagina del mio sito che contiene questa informazione è sufficientemente forte e rilevante, che potrebbe comparire in tale ricerca e ricevere su di essa traffico = visite = potenziali clienti. Questo vi fa capire come un link esterno, possa rivelarsi molto utile, per una buona strategia SEO.

Ovvio poi che i link esterni sono come il sale e se esagerate, tappezzando il sito con milioni di link, l’effetto sarà decisamente opposto! Se lo farete in maniera intelligente e corretta, sarà un ottimo aiuto per i tuoi utenti.

Roberta Soru
autore

Roberta Soru

Di lei si sa poco, non sappiamo quale sia il suo vero volto. Perennemente dietro un monitor o china su uno smartphone è un essere mitologico multitasking, che 100 ne pensa 1000 ne fa. Nasce come grafica, si riscopre illustratrice, finché non si imbatte nel fantastico mondo del web e dell’html, dove si specializza. Una Kalì in formato mignón pronta a trasformare tutto ciò che la circonda in tag e pixel.

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