Logo design 2018: i trend ufficiali

Gennaio è bell’e finito e già da dicembre i primi rumors decretavano i nuovi trend del 2018, confermati ormai quasi tutti. Dunque cosa andrà di moda nel logo design, cosa cambierà nel modo di progettare e cosa vedremo quest’anno?

1. Loghi responsive e reattivi

Viviamo in un’epoca in cui i graphic designer non devono solo creare simboli esteticamente gradevoli, ma devono soprattutto avere una profonda consapevolezza dei diversi contesti in cui tali segni, potrebbero essere applicati.

Poster, biglietti da visita, insegne, installazioni, pubblicità e packaging sono solo alcuni esempi di supporti in cui un logo può essere usato. Nel 2018 dovrete tenete gli occhi spalancati, per acquisire una maggiore cognizione di questi canali, dove i vostri loghi, potrebbero essere utilizzati.

 

Snøhetta - Kristin Jarmund Architects

Un eccellente esempio di analisi del contesto, lo troviamo nel logo progettato da Snøhetta per Kristin Jarmund Architects, dove l’abbreviazione “K J -A” consente di adattarsi ai vari layout, sfondi fotografici compresi.

 

2. Ispirazioni architettoniche

Sviluppare un logo su una base architettonica non è una novità ma negli ultimi anni questo approccio progettuale era un po’ decaduto. Pare invece che quest’anno tornerà prepotentemente in auge. In modi intelligenti e innovativi.

Lo spazio fisico è sempre stato importante nella creazione di una brand identity (basta pensare agli store Apple e Starbucks).

In un mondo sempre più digitale, per i designer cercare punti architettonici di riferimento, è ormai una missione. Incarnare concetti di fisicità in un marchio, attraverso l’interpretazione visiva è una necessità.

 

Undercroft

Lo studio Föda lo ha capito perfettamente e progetta il logo del cocktail bar Undercroft, in maniera magistrale. Il bar si trova sotto un’antica chiesa storica, si accede tramite un arco fioco, giù per la tromba delle scale. Alle pareti diversi ripiani per riporre i liquori e alcuni libri, tutti elementi architettonici ripresi e stilizzati nel marchio. Linee e livelli che salgono e scendono dando origine ad un logo semplice ma di forte impatto descrittivo e visivo.

 

3. Fun! Creare energia e atmosfera

Il divertimento è qualcosa che vende tanto quanto il sesso

Il divertimento è sempre stato un punto fermo del logo design. In tempi di incertezza economica, puntare a tutto ciò che è fun, aiuta a contrastare le negatività. Difficile resistere ad esplosioni di colore, good vibes o personaggi divertenti.

Nel 2018 pare ci si divertirà tantissimo, almeno nel design..

 

January Moon

 

4. Spingere le metafore all’estremo

Le metafore non sono certo nuove per il design, ma la curiosità sempre crescente e l’esplorazione creativa, le ha recentemente trasformate in un punto focale di esplorazione creativa profonda.

Quest’anno vedremo spingerle fino all’estremo, con concetti pensati e intelligenti. I loghi guadagneranno profondità e non saranno solo immagini.

 

I designer di Perky Bros hanno centrato perfettamente l’obbiettivo, creando una doppia metafora per Run Mfg, in cui un laccio da scarpe non solo si annoda a una scarpa da corsa, ma traccia anche sentieri o percorsi. Il logo dunque, non solo spiega cosa fa Run Mfg (pianificazione e progettazione eventi), ma apre il marchio a molteplici possibilità creative di interpretazione.

 

5. Tecniche sperimentali in tipografia

Dall’old style al sans serif, la tipografia è sempre stata oggetto di sperimentazione. Dallo sviluppo di nuove forme tipografiche alla modifica di caratteri preesistenti utilizzando tecniche illustrative o fotografiche. Quest’anno dovremo assistere a una continua sperimentazione in questo campo, con concetti innovativi e nuove realizzazioni di come la tecnologia preesistente possa essere applicata al nostro tempo.

 

Heritage

Lo studio Bond per Heritage, progetta un logo che ci fa impazzire. Spinge le forme delle lettere e le spezza fino all’estremo. La tipografia “si dissolve” in forme astratte.

 

6. Grid-based logo

Le griglie sono sempre state considerate la spina dorsale della progettazione grafica, sin da quando Josef Müller-Brockmann, ha esposto i fondamenti della sua teoria sull’argomento nel 1981. Le griglie hanno il potere di ritrarre la logica, la teoria, il controllo e la perfezione.

In un certo senso è una tendenza che non è mai finita, solo che viene e va come un’onda. Quest’anno le vedremo tornare, molto molto evidenti e non solo in fase progettuale..

 

Moaa

 

7.  Stratificazione e mascheratura di motivi e colori

La stratificazione e il mascheramento sono tecniche sofisticate che implicano l’utilizzo di pattern per rivelare o contenere motivi aggiuntivi all’interno di forme. Questa tecnica dà molto spazio alla sperimentazione sia nell’approccio astratto che in quello concettuale.

 

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8. Tipografia semplice abbinata ai monogrammi

Per i classici c’è sempre posto. Negli ultimi anni abbiamo assistito, fortunatamente, a una rinascita dei caratteri tipografici, semplici e ben realizzati, abbinati spesso a monogrammi.

I designer stanno affinando le loro abilità, riscoprendo caratteri classici della grande tradizione tipografica del passato. Questa tendenza implica un’attenzione maniacale ai parametri base della tipografia, applicata a un logo: la scelta del carattere, del kerning e del letter-spacing.

 

Wagonwheel

Ancora lo studio Perky Bros. Il carattere tipografico del monogramma (la ruota) è semplice e non modificato. È chiaro che la scelta è stata fatta con attenzione. La font modella il passato, ma conserva anche aspetti del modernismo, che portano il marchio ai nostri tempi. Da notare soprattutto il Kerning nel logotipo, perfettamente equilibrato, cosa non esattamente facile come possa sembrare a lavoro ultimato. Separare monogramma e logotipo? Che dire.. una progettazione impeccabile.

 

Marohnić Tomek & Gjoić

Un altro esempio che ci piace da morire è il carattere scelto dallo studio Bunch per Marohnić Tomek & Gjoić. Un chiaro riferimento all’epoca Monotype. Il carattere è bello anche da solo, trattato con occhio attento, da vita a un logo potente, raffinato e tremendamente attuale, nonostante i riferimenti old style.

 

9. Forme geometriche fondamentali

La tipografia non è l’unico aspetto del design di un logo, tornato in voga, anche le forme geometriche stanno riscuotendo parecchia attenzione.

I vantaggi nell’utilizzare la geometria sono molteplici, a partire dalla versatilità stilistica nello sviluppare il branding, la facilità di lettura e l’impatto immediato, diventa chiaro che dovremmo vederne molti di più nel 2018!

 

Rush Talent

 

Insomma questo 2018 sembra essere proprio un anno interessante. Ricco di tendenze contraddittorie. Dalla tipografia sperimentale al ritorno alle origini. Dalle griglie e geometrie semplici, alle applicazioni più complesse e stratificate di colori e pattern. Sembra proprio un anno in cui, noi designer, ci divertiremo da morire. I clienti? Chissà!

Roberta Soru
autore

Roberta Soru

Di lei si sa poco, non sappiamo quale sia il suo vero volto. Perennemente dietro un monitor o china su uno smartphone è un essere mitologico multitasking, che 100 ne pensa 1000 ne fa. Nasce come grafica, si riscopre illustratrice, finché non si imbatte nel fantastico mondo del web e dell’html, dove si specializza. Una Kalì in formato mignón pronta a trasformare tutto ciò che la circonda in tag e pixel.

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