Come si progetta un logo?

Quali sono le fasi di progettazione per un logo vincente e quali le strategie da adottare per un buon branding? La prima cosa da considerare è che non tutti i progetti di branding sono uguali e che alcuni potrebbero non rispecchiare il proprio stile personale. Ogni graphic designer infatti, ha un suo preciso stile e gusto estetico, che può non essere in linea con ciò che vorrebbe il cliente.

Potrebbe sembrare assurdo ma la prima regola per progettare un buon logo è quella di valutare se sia il caso o meno di accettare la commissione, avendo il coraggio di declinare l’offerta se non la si ritenga in linea con il proprio stile.

La prima responsabilità di un designer è quella di creare un marchio che funzioni e valorizzi il brand e se dovessimo essere i primi a non credere nel progetto, non saremo mai in grado di soddisfare le richieste e le esigenze del cliente.

Un altro aspetto fondamentale in progettazione è la fase iniziale. Mai partire direttamente dal digitale. È fondamentale infatti, armarsi di matita e foglio di carta, disegnare schizzi e bozzetti, dar vita alla propria creatività tramite un tratto. Solo in questo modo un logo potrà essere veramente unico, creativo e originale.

Un’altra fase importante è coinvolgere il cliente sin dall’inizio, renderlo partecipe delle idee creative, anche se fossero solo scarabocchi su un foglio. Il cliente ama essere coinvolto e solo in questo modo può sentirsi partecipe, percependo il marchio sin dal primo istante.

Per progettare un buon logo la cosa più importante è porre le giuste domande al cliente; capirne le esigenze, le aspettative e soprattutto i bisogni. Insomma capire in fase di brief cosa vuole.

In tredici anni di esperienza in questo settore, di richieste assurde ne ho ricevute a vagonate, come: “vorrei un logo frizzante” (????), “uno stile moderno ma che sappia di antico” (ah?), “un logo impattante ma semplice” (criceto che gira sulla ruota). Il saper capire cosa intende un cliente è fondamentale, antico e moderno nella stessa frase può far ridere, ma solo interrogando il committente si può capire cosa intende dire e cosa vorrebbe venisse creato. Sbagliare e prendere cantonate è facilissimo, soprattutto se non si è in grado di porre i giusti quesiti e ascoltare le richieste.

Se non si capisce cosa ci viene chiesto, poco importa quanto bello sia il lavoro finale, verrà inevitabilmente rigettato.

Dopo aver ascoltato il cliente è fondamentale analizzare il mercato dove il marchio andrà a posizionarsi, il settore, il target, il messaggio che dovrà trasmettere e gli obbiettivi che dovrà raggiungere.

Ancor prima di scegliere il colore, la font, la forma, bisogna capirne l’uso, crearne l’origine e la storia e poi tramutarla in segno, in pittogramma in logotipo. Ricordarsi sempre che se funziona in bianco e nero, funzionerà anche a colori, che se uno stile va di moda, non necessariamente può essere adatto a quel determinato prodotto. Mai incastrarsi solo in un’idea o innamorarsi di una proposta, il logo deve rappresentare il cliente, non il designer (che comunque sarà sempre riconoscibile dal tratto e dallo stile).

La fase di digitalizzazione del logo è solo la parte finale di una progettazione, fatta di analisi, studio, prove su prove e idee. Va tenuto sempre a mente che il logo è il cuore della comunicazione aziendale, che rappresenta l’azienda e la contraddistingue sul mercato. Nessun altro aspetto grafico ha un’importanza così cruciale.

Solo seguendo questo iter sarà possibile realizzare un buon lavoro, soddisfare il cliente e portare a casa un nuovo soddisfacente risultato!

Progettare un logo non è saper usare photoshop e illustrator, è saper capirne il come, il quando e il perché ma soprattutto il saperlo immaginare ancor prima che esista su un foglio. Ecco perché è importante affidarne la progettazione a un professionista e non al primo appassionato di programmi di grafica.

logo cantina balares

Progettazione del logo Cantina Balares

logo Mo.Nat

Progettazione del logo Mo.Nat

logo copywriter4you

Progettazione del logo Copywriter4you

Roberta Soru
autore

Roberta Soru

Di lei si sa poco, non sappiamo quale sia il suo vero volto. Perennemente dietro un monitor o china su uno smartphone è un essere mitologico multitasking, che 100 ne pensa 1000 ne fa. Nasce come grafica, si riscopre illustratrice, finché non si imbatte nel fantastico mondo del web e dell’html, dove si specializza. Una Kalì in formato mignón pronta a trasformare tutto ciò che la circonda in tag e pixel.

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