Con le Invasioni Digitali e i social la cultura non ha confini

Avete mai sentito parlare delle Invasioni Digitali? Si tratta di un evento dove chiunque può contribuire per far conoscere e valorizzare la bellezza del proprio paese invadendo i luoghi del nostro patrimonio culturale. Basta essere “armati” pacificamente di smartphone, fotocamera e videocamera per condividere la propria passione per la fotografia e l’arte.

Io sono una grande sostenitrice di questo urban game e da cinque anni partecipo all’iniziativa ideata da Marianna Marcucci e Fabrizio Todisco perché mi piace coinvolgere le persone nel racconto del mio territorio in modo totalmente spontaneo, ma soprattutto ho sperimentato la sua utilità nel fornire una visione differente dei luoghi della cultura con protagoniste centinaia di città in tutta Italia. Trovo entusiasmante vedere fitta di invasioni organizzate l’intera mappa dell’Italia, da nord a sud sino a superare i confini della Penisola.

La sfida delle Invasioni Digitali

Purtroppo la fruizione digitale di molti musei è ancora limitata e Invasioni Digitali è un’ottima occasione per liberare la cultura e diffondere attraverso il web il nostro prezioso patrimonio culturale. Quante volte vediamo ancora i temuti cartelli “In questo museo non si può fotografare”? Una sfida non facile, ma l’evento in questi anni ha introdotto un nuovo modo di comunicare l’arte e i Beni Culturali, un progetto che parte dal basso e che ha reso, con un gioco molto semplice e divertente, la comunicazione della cultura alla portata di tutti.

La mia esperienza da invasore

Nelle passate edizioni ho organizzato l’evento a Bosa, il borgo dove vivo, ma quest’anno, insieme al team di Igers Oristano di cui faccio parte, abbiamo compiuto una piacevole invasione al Pozzo Sacro di Santa Cristina dove oltre ad aver apprezzato l’interessante villaggio nuragico insieme a tanti Igers, abbiamo visitato il Museo Etnografico Palazzo Atzori e il paese di Paulilatino. Un comune in provincia di Oristano che è stato per me una vera sorpresa. Potete seguire il nostro racconto cercando su Instagram l’hasthtag #invadopaulilatino e #invasionidigitali.

La cultura vince su tutto

Devo ammettere che organizzare un’invasione non è semplicissimo perché ci vuole spirito di squadra e organizzativo: in Italia bisogna ancora lavorare molto sulla cultura digitale, far comprendere ai Comuni o alle cooperative l’utilità di Invasioni Digitali e del social media marketing per il turismo e la cultura, ottenere l’ingresso gratuito ai partecipanti, diffondere l’evento e coinvolgere più persone possibili attraverso i social network.

Ma la cultura vince su tutto e vince anche il mio amore per il Social Media Marketing Turistico perciò, grazie a questa iniziativa, insieme a tante foto ed emozioni, mi porto sempre a casa il lato umano dell’evento. Invasioni Digitali offre infatti la possibilità di conoscere nuova gente, con cui condividere passioni e il racconto del territorio attraverso i social è ogni anno per me una bellissima esperienza che ripaga con grandi soddisfazioni.

Maria Pia Cossu
autore

Maria Pia Cossu

Inguaribile sognatrice dallo spirito bohémien in chiave 2.0, da anni si relaziona a suon di tastiera in un’esplosione versatile di qualità geek: web designer, social media manager e blogger racconta storie con parole e colori. Con una relazione d’amore con Mac e iPhone non perde tempo per promuovere il territorio insieme agli Instagramers della Sardegna e trascorrere il suo tempo libero passeggiando con la sua adorata city bike.

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