Il futuro del made in Italy sono le botteghe digitali

Solitamente non sono io a occuparmi di questi argomenti ma bensì la mia collega social manager Maria Pia Cossu, ma in questo caso faremo un’eccezione, perché l’argomento mi intriga parecchio, mi incuriosisce e ci tenevo ad approfondirlo.

Vi parlerò di Botteghe Digitali, un progetto giunto alla sua seconda edizione e promosso da Banca Ifis con la collaborazione di Stefano Miceli, dell’Università Ca’ Foscari e dell’agenzia Marketing Arena. L’obiettivo di BD è fornire ad alcune piccole e medie imprese italiane, tutti gli strumenti per affrontare al meglio la rivoluzione digitale che stiamo vivendo.

Botteghe digitali

Le imprese italiane sono in crisi. Che gran scoperta! Ci fracassano ogni giorno di lamentele, di dati e di statistiche sull’occupazione, ma signori qui parliamo di un dato veramente allarmante, ho i brividi. Nell’era digitale le aziende nel Bel Paese che fanno business attraverso il web, sono solo il 2%. Ho una fitta al cuore!

Se guardassimo al futuro con questi dati in mano, quello che si troveranno ad affrontare per stare al passo con i tempi (se non ci si sveglia!) potrebbe essere paragonabile alle fatiche di Ercole.

Le attività che investono sull’e-commerce in Italia o che sanno sfruttare le potenzialità dei social media e del web sono troppo poche e si rischia seriamente di non uscire più dal baratro.

Botteghe Digitali è un progetto figo, chapeau! Che mira a far scoprire alle PMI italiane le potenzialità del digitale e dopo il successo della prima edizione, il numero di imprese selezionate per il progetto è aumentato da cinque a undici (a mio avviso ancora troppo poche). Tra le aziende protagoniste di questa seconda edizione ci saranno: una società specializzata nella realizzazione di jeans per disabili e gli artigiani di Murano, pronti ad aprirsi alle nuove tecnologie (Alleluia!) per esportare il Made in Italy nel mondo.

Il futuro è nelle botteghe digitali

Insomma le imprese italiane hanno le capacità per utilizzare nuovi strumenti, ma nella stra grande maggioranza dei casi non sanno come e neanche organizzarsi. Lo scetticismo nonostante i tempi regna ancora sovrano e un investimento sull’e-commerce terrorizza.

Se non siete tra le 11 aziende scelte per questo progetto, dovreste comunque farvi ispirare e riflettere seriamente sull’importanza di essere in rete e sui social media. Ma esserlo seriamente, in modo professionale e proficuo. Una fanpage gestita nel modo giusto, un sito ben costruito, un e-commerce ben gestito, sono le uniche speranze per non far morire le piccole e medie imprese e uscire da questo mood deprimente.

Avere la bottega per strada non rende, fatevene una ragione, siete destinati a soccombere. L’unica speranza che veramente vi rimane, è il digitale. Essere competitivi con il resto del mondo e al passo con le esigenze di un mercato sempre più in rete.

La rivoluzione digitale sarà la sfida da vincere!

Roberta Soru
autore

Roberta Soru

Di lei si sa poco, non sappiamo quale sia il suo vero volto. Perennemente dietro un monitor o china su uno smartphone è un essere mitologico multitasking, che 100 ne pensa 1000 ne fa. Nasce come grafica, si riscopre illustratrice, finché non si imbatte nel fantastico mondo del web e dell’html, dove si specializza. Una Kalì in formato mignón pronta a trasformare tutto ciò che la circonda in tag e pixel.

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