30 cose da sapere prima di uscire con un Visual Designer

Bisogna ammetterlo, uscire con un visual designer non è per tutti, bisogna armarsi di santa pazienza e aprire il più possibile la mente, perché noi di stranezze ne abbiamo tante: siamo lunatici, collerici, eccessivamente competitivi e con personalità complesse, troppo spesso di pessimo umore. Ma nonostante questi innumerevoli difetti, siamo anche persone dotate di sensibilità superiore alla media, inguaribili sognatori, romantici e dannatamente idealisti. Starci vicino non è per nulla semplice, ma neanche impossibile, basta solo prendere piccoli accorgimenti.

L’idea del post mi è venuta vagando in rete, dove ho scovato un articolo che elencava 50 motivi per cui sarebbe meglio non uscire con un visual designer, ma non solo, visto che ultimamente avere un appuntamento sta diventando un’impresa epica tanto quanto convincere un cliente, a non usare il Comic Sans. Forse 50 motivi sono un po’ troppi, facciamo che sintetizzo e riduco a 30!

1. Se siete veramente intenzionati a uscire con un visual designer è meglio che vi documentiate bene su cosa faccia un visual designer e se per caso, lo scoprite al primo appuntamento, mostratevi moderatamente entusiasti e interessati.

2. I visual designer analizzano qualsiasi cosa, al limite del fastidioso.

3. Fate attenzione quando gli fate un regalo: potrebbe piacergli più il packaging che il regalo stesso.

4. Se gli mostrate un catalogo di viaggi o una brochure, la prima cosa che faranno sarà guardare la quarta di copertina, per vedere se c’è la firma di chi lo ha fatto.

5. Non cominciano a fare nulla se prima non hanno fatto uno schizzo su come farlo.

6. Investire poche decine di euro per regalargli il tappeto da taglio, potrebbe salvare dal cutter il vostro tavolo.

7. Amano il loro lavoro, per cui sarete costretti a inseguirli.

8. Chiedono pareri a tutti su tutto ma alla fine fanno di testa loro.

9. Non usate mai il Comic Sans per cercare di piacergli.

10. Preparatevi a fare la lista nozze all’Apple Store e le partecipazioni in Helvetica.

11. Non pronunciate mai la frase: “Il cliente ha sempre ragione”.

12. Disegnano su tovaglioli e tovagliette nei bar.

13. Vogliono arrivare prima al cinema per vedere gli spot pubblicitari.

14. Se dovete imbiancare casa, sarebbe meglio consultare prima loro dell’imbianchino.

15. Quando gli mostrate qualcosa da leggere si fermano ad analizzare il layout e, se possibile, lo criticano. Senza ovviamente leggere quello che gli avevate chiesto.

16. Al ristorante si perdono nella ricerca dei refusi nel menù, piuttosto che scegliere cosa mangiare.

17. Da qualche parte a casa loro, troverete oggetti bizzarri, come segnali stradali rubati, portapenne fatti con oggetti improbabili o un porta frutta fatto col cono di un amplificatore per basso.

18. Fate attenzione a chiedergli i gusti musicali. Potreste avere una brutta sorpresa e non uscirne vivi.

19. Vivono di scadenze.

20. Non hanno orari.

21. Amano regalare oggetti strani o in qualche modo connessi al loro lavoro.

22. Il loro armadio è catalogato secondo la scala Pantone®.

23. Amano la fotografia, per cui a volte passeggiare con loro, potrebbe somigliare molto a una Via Crucis.

24. Quando hanno lo sguardo fisso su di voi non illudetevi, non vi stanno ascoltando e nemmeno ammirando. Stanno studiando come utilizzare il pattern della vostra camicia.

25. Vi riempiranno la casa di riviste e libri di grafica.

26. Sognano ad occhi aperti il giorno in cui un cliente non gli farà fare alcuna modifica su un layout.

27. Hanno un pessimo rapporto con il denaro.

28. Potrebbero costringervi a passare intere giornate a comprare e montare mobili IKEA.

29. Nel giro di un anno vi faranno comprare un Mac, iPhone e iPad.

30. Che rapporto avete con i contrattempi dell’ultimo minuto?

Se questi 30 motivi non vi hanno fatto accapponare la pelle e scappare a gambe levate, ricordate: se son fiori, ne faremo un pattern!

Roberta Soru
autore

Roberta Soru

Di lei si sa poco, non sappiamo quale sia il suo vero volto. Perennemente dietro un monitor o china su uno smartphone è un essere mitologico multitasking, che 100 ne pensa 1000 ne fa. Nasce come grafica, si riscopre illustratrice, finché non si imbatte nel fantastico mondo del web e dell’html, dove si specializza. Una Kalì in formato mignón pronta a trasformare tutto ciò che la circonda in tag e pixel.

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