Guida semi-seria dei clienti del creativo

ATTENZIONE: il contenuto di questo post potrebbe urtare la sensibilità del lettore. Se ne sconsiglia pertanto la lettura a soggetti facilmente impressionabili. Guida semi-seria dei clienti del creativo.

Ci sono clienti e clienti e in questo post cercherò di descriverne e classificarne alcuni, con ironia… ma non troppo!!

 

Il cliente simpatico con budget: quello che ogni creativo vorrebbe, con cui vai d’accordo su tutto. Si parla il giusto, sa e sai cosa dire ma soprattutto cosa fare. Ti segue, si fida di te, delle tue idee e proposte. Il creativo è totalmente preso dal progetto e da il massimo con risultati che soddisferanno pienamente entrambi perché costruito sulla fiducia, che sarà ricompensata. Fidarsi del professionista infatti, vuol dire sentirsi a proprio agio, ascoltare i consigli e pagarlo quanto gli spetta, con una garanzia di completa soddisfazione.

 

Il cliente antipatico con budget: quello difficile da gestire, che pretende il massimo ma ha seri problemi con l’estetica, che ti farà fare modifiche oscene, al limite del “guardabile“, nonostante le mille spiegazioni e obiezioni al riguardo. Ti impegnerai, darai il massimo per poi consegnare la bozza e sentirti dire: “Caruccio”… ma non importa, persevererai e continuerai a farti il mazzo fino a quando non vedrai il suo sguardo aprirsi! Quando c’è il budget c’è anche la forza di continuare a fare bene e trovare soluzioni accettabili anche quando la situazione sembra disperata e senza via d’uscita. Con questo genere di clienti, può anche capitare il miracolo! Da odioso e insopportabile, dopo la conoscenza si può trasformare in quasi piacevole, “rischiando” di lavorare ancora per lui in futuro, perché ama lavorare con chi fa le cose per bene!

 

Il cliente un po’ cafone: quello che ti farà “incazzare” a bestia ma anche fare grosse risate. Devi iniziare a lavorare al progetto e avresti bisogno di alcune info chiave, quali siano i suoi gusti, il suo target, la storia della sua azienda ma lui proprio non ti da retta e anzi ti invita a mangiare insieme una bella amatriciana, ma tu sei vegana e a lui minimamente importa! Al secondo appuntamento gli spiegherai alcune cose ma verrai puntualmente interrotto alla prima frase, perché queste cose a lui non importano, sono cose tecniche, roba tua, l’unica cosa che vuole che il lavoro sia “grosso” e appariscente. Che si veda dalla luna insomma! Quel genere di cliente che probabilmente quando gli dirai il prezzo strabuzzerà gli occhi con sonoro “Eeeeeeeeeeeeeeehhh!!!! Per fa ste quattro cazzate al computer me stai a rapinà???” non saprai se ridere o piangere e alla fine ti porterà in omaggio il vinello della cantina e il tutto finirà a tarallucci e vino, nonostante le mille peripezie troverai la giusta sincronia tra i suoi gusti e il design. Tutto è bene quel che finisce bene!

 

Il cliente simpatico con budget limitato, tuo amico: sarai il Minotauro nel tuo labirinto, ti stai per infilare in un tunnel senza uscita… è tuo amico!!! Gli farai sicuramente il lavoro, perché lo aiuterà nella sua attività e tu gli auguri il meglio e non vuoi assolutamente sottrarti, ma sarà un incubo! Inizialmente ti seguirà con tantissima foga ed entusiasmo, dopo qualche cocktail parlerà come un forsennato ma poi con la scusa che si fida di te non ti dirà mai più nulla, se non informazioni sconnesse e confuse. Alla fine gli consegnerai 3mila500ottanta9milioni di proposte in modo che abbia la possibilità di schiarirsi le idee e magari di illuminarle anche a te, peccato però che lui avrà sempre e simpaticamente l’esigenza di fare una modifica a ogni singola proposta per poi all’ultima, dirti “Facciamolo bianco e nero” e ti ritroverai seduta al bar a offrirgli l’ennesimo cocktail. Forse insisterà nel pagarti, ma la trattativa non andrà a buon fine, in fondo siete amici, la prossima la offri tu!

 

Il negozietto di città carino, bello che nasconde mille incognite. Quello da tante tante ma proprio tante parole e domande, facciamo il sito, il logo, i volantini, l’allestimento e il pop-up store, ma causa clienti in negozio rimarrete d’accordo che vi aggiornerete via mail o telefonicamente per prendere un altro appuntamento e definire tutti gli step. Torni in ufficio, apri la mail e troverai la sua richiesta “Ho pensato che per ora mi servono solo i bigliettini da visita, ma semplici, solo la scritta”. Ma li morta…….i tua! Fine!

 

Il cliente insicuro: quello che si cela dietro una maschera, che ti porterà a commettere il terribile errore di proporgli mille soluzioni grafiche e li scoprirai la sua vera natura! Per evitare spiacevoli conseguenze, tempo buttato e parole al vento, ti dovrai trasformare in un Wonder Designer, prendendo in mano la situazione e con i tuoi super poteri ipnotizzarlo per costringerlo a scegliere la soluzione più adatta a lui! Ve ne sarà eternamente grato, ma sappiate che il numero di modifiche sarà decisamente sopra la media, calcolate tutto nel preventivo!

 

Il proprietario di locali: quello che ha la presunzione di sapere tutto sulle ultime tendenze grafiche e di come va il mondo. Sa addirittura che esiste un formato chiamato “piemmeggi” e ha lo sfondo trasparente e lui per il logo ce l’ha! Quindi devi solo mettere due foto del “dijjei”, che ovviamente dovrai cercarti su Facebook. Inutile perdere tempo a spiegargli che ti serve il vettoriale del logo e foto ad alta risoluzione per poter stampare una locandina decente. Preparati a enormi scritte e testi biblici in grassetto ombreggiato con effetti 3D, si deve vedere bene “Famo feste da paura”. Non farai in tempo a vedere la locandina pubblicata su Facebook perché sarai già su un aereo verso un paese senza estradizione e con una nuova identità per la vergogna del risultato!

 

Il cliente disperso: quello che neanche la Sciarelli riuscirebbe a trovare, che solitamente ti fa perdere un sacco di tempo all’inizio per avere informazioni e delucidazioni ma scompare magicamente dopo l’invio del preventivo. Inutile contattarlo via mail o telefonicamente, segnalarne la scomparsa a Chi l’ha visto?, sguinzagliare i cani molecolari, non lo vedrai più!

 

La lista sarebbe infinita e potrei continuare a scrivere ed elencare clienti tipo, per ore, giorni, mesi, anni e non finirete più di leggere il post se non per sfinimento. Comunque prendetela con molta ironia, rideteci su e giocate a riconoscervi tra gli esempi elencati. Leggete con spirito e leggerezza, come scritto nell’introduzione ci sono clienti e clienti, non tutti sono uguali e soprattutto e per fortuna non sono tutti cosi!

Roberta Soru
autore

Roberta Soru

Di lei si sa poco, non sappiamo quale sia il suo vero volto. Perennemente dietro un monitor o china su uno smartphone è un essere mitologico multitasking, che 100 ne pensa 1000 ne fa. Nasce come grafica, si riscopre illustratrice, finché non si imbatte nel fantastico mondo del web e dell’html, dove si specializza. Una Kalì in formato mignón pronta a trasformare tutto ciò che la circonda in tag e pixel.

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