I loghi non nascono sotto i cavoli

Progettare un logo non è una cosa per niente semplice, a differenza di ciò che spesso si crede.
Infatti la domanda principale che dobbiamo porci è: come si può con un semplice simbolo definire concetti fondamentali come identità aziendale, mood, posizionamento sul mercato e target? La risposta, a differenza della progettazione è semplice. Con un approfondito studio e regole ferree.

l’idea del cliente

Ogni cliente ha un’idea ben precisa della propria azienda o attività e il più delle volte vorrebbe che il logo la rappresentasse. Quindi come può un designer entrare nella sua testa e metterla nero su bianco o in quadricromia? Ascoltandolo.
Immedesimandosi allo stesso tempo nel cliente e nell’utente. Individuando tutti i mezzi di comunicazione in cui il logo verrà e dovrà essere usato, valutando pro e contro di un colore, di un tratto, dell’ingrandimento o rimpicciolimento. Il logo dovrà essere sempre funzionale, visibile e riconoscibile.

il processo del designer

Appartenendo alla vecchia scuola grafica, mi armo di foglio e matita e iniziò a scarabocchiare e come si usa nel settore della moda mi creo diversi moodboard (foto, caratteri, prodotti) il più delle volte a questo punto, l’idea nasce da sola, non mi resta che aprire illustrator e iniziare!

Il processo che porta al risultato finale è elaborato. Si parte da un’idea generica, si approfondisce con uno studio mirato e poi lo si progetta. La lavorazione può essere breve come molto lunga, nel caso in cui dalla mano non venisse fuori proprio niente. Ci può volere un’ora come settimane, per arrivare a un risultato che non sia solo esteticamente bello, ma soprattutto funzionale.

perché un logo non può costare poco

Perché per realizzarlo ci vogliono conoscenze e tecnica, oltre che tempo. Tempo che ha un costo ben preciso. Attraverso segni e nomi si devono trasmettere valori tangibili e intagibili.

Un logo aziendale deve essere originale: deve essere progettato unicamente per quel cliente. Un Marchio a basso costo o la creazione di un “logo generico”, potrebbero infatti, non rispecchiare affatto i valori dell’azienda, ma soprattutto potrebbero essere utilizzate immagini ClipArt, per far prima, usate da altre società.

Un logo aziendale deve essere descrittivo. Deve riassumere il valore professionale, identificando la società nella rispettiva categoria di mercato.

Un logo aziendale deve essere ricordato. Le sue forme, i suoi colori, i suoi caratteri, devono essere univoci anche e soprattutto in attività molto simili tra loro.

Un logo ben fatto dà longevità, una volta che è stato realizzato rappresenterà l’azienda per molti anni e con il tempo acquisterà valore economico e sociale.

Attraverso il logo si ha una prima impressione dell’azienda, ancor prima che un potenziale cliente, varchi la vostra porta. Il logo deve trasmettere all’esterno un’immagine professionale, riassumere valori e filosofia dell’attività. Dev’essere adattabile ai diversi supporti mantenendo una perfetta leggibilità, sia in formato gigante che in formato bigliettino da visita. Deve esprimere anche il lavoro intellettuale e il tempo necessario per la sua progettazione. Uno degli aspetti principali che la gente non sempre valuta è proprio la quantità di lavoro/tempo necessario alla creazione di un risultato professionale. Che potremo sintetizzare ed elencare in 8 fasi principali:

  • ricerca – anche se il budget è ridotto dovremo almeno sapere chi sono i vostri concorrenti e come si presentano sul mercato.
  • Brainstorming di idee.
  • Sintesi delle idee.
  • Studio dei caratteri, le scorciatoie mentali, il punto focale e gli abbinamenti colore.
  • Schizzi su carta.
  • Diverse soluzioni lavorate in digitale.
  • Presentazione al cliente.
  • Modifiche, il ritocco e le ulteriori migliorie.

Un logo è il punto di partenza di tutta la vostra immagine. La tipografia, i colori e lo stile gettano le basi per la costruzione di un branding vincente. Siete veramente sicuri di voler affidare tante responsabilità a mani inesperte?

Roberta Soru
autore

Roberta Soru

Di lei si sa poco, non sappiamo quale sia il suo vero volto. Perennemente dietro un monitor o china su uno smartphone è un essere mitologico multitasking, che 100 ne pensa 1000 ne fa. Nasce come grafica, si riscopre illustratrice, finché non si imbatte nel fantastico mondo del web e dell’html, dove si specializza. Una Kalì in formato mignón pronta a trasformare tutto ciò che la circonda in tag e pixel.

Lascia un commento

Seguici: